Wednesday, November 18, 2009

Angela

La meraviglia di questi marosi
Era il rumore dei loro colori
Fragorosi come il vino acido
Sibilanti come scie di perle
La loro frequenza crepitante
Come una pergamena tra le pale
Di un vecchio rotore.
La meraviglia di questi marosi
Era la loro natura mentale
La loro rivoluzione inarrestabile
Su di assi tanto corti.
Potevano infrangersi tranquillamente
In un angolo del mio studio e
Poteva contenerli il palmo della mia mano.
Li vidi tra le ciglia di Vimalakirti
Quando giocava a bocce con i Kalpa
Tra foglie secche nell'autunno di Langa,
Quando i miei zoccoli risonavano sull'acciotolato
I marosi erano veri e propri universi conflagrazioni di Sutra
Fu allora che tu apristi l'ombrello con un gesto
Tanto grazioso
E restasti nuda sotto il baldacchino di berillo
Vasto come l'universo del Buddha Cariasuryapratibha.
Nuda come la poesia
Sulle piazze di Mondovì le Mamiwata
Sgozzavano i galli per il rito
E il sangue fresco tingeva i capelli dei bambini della colonia polacca.
O Cristo, dove li hai lasciati i tuoi sandali
La tunica fragrante di trigo
Tutte le segretarie di Fossano tornavano dal lavoro
Tutte nel medesimo istante spingevano le chiavi nelle toppe
Sul mio quaderno nuovo scorrevano i Sutra
Come sullo schermo segnaletico dell'autostrada
Avevo scelto il veicolo del Bodhisattva
E mi rtrovavo su un treno locale,
Le gocce di pioggia sul finestrino sporco
Erano ciascuna un universo perfetto
Lontano, tra le luci delle fabbriche
Tu sorridevi, un lupachiotto al seno
Marosi
Marosi
Che meraviglia!
Come velluto sul palmo della mia mano

genseki
Post a Comment