mercoledì, novembre 30, 2022


Rafael Celaya


Trad. genseki




Se è vero che esisto e che mi chiamo Rafael

Se è vero che sono qui

E che questo è un tavolo

Se è vero che sono qualche cosa di più che una pietra scura tra le ortiche,

Qualche cosa di più che una pietra ruvida nel fondo di un pozzo.


Se è davvero reale la luce viola di questa sera,

Se questi grigi e malva sono case e nuvole;

Se davvero non è un sonnambulo quell’uomo che passa nella strada;

Se è reale questo silenzio che sale e scende tra vita e mistero;

Se è vero che esisto e che mi chiamo Rafael,

E che sono qualche cosa di piú di una pianta di carne;

Se le cose esistono davvero,

Se io pure esisto,

Se davvero questa sera dolce dal profumo di magnolia è almeno un poco reale;

Se è reale anche questo tremito di infinito che sento pulsare in me;

Se mi chiamo per davvero Rafael e penso ed esisto;

Se il mondo vive davvero Inn una densa atmosfera 

Di pensieri sconosciuti ed eterni

Se è davvero cosí,

Allora grazie, grazie per tutto questo!


***

Di piú


Le bestie i fulmini, gli uomini,

La caléndula que scoppia

Allegria! Allegria!

Con il suo strillo arancione:


L’erba dolce e sottomessa

Al fiato lentissimo della terra

E questo mare che dispiega la mia spossatezza,

E questa brezza che solletica la mia allegria,


Amo tutto questo in piena libertà e sono,

Sono, solo questo, sono

Sono contemporaneamente dentro e fuori.


Lasciate volare i versi!

Liberate la colomba trafitta dalla penna!!


Rompete il ritmo insieme a me!

Uccidetemi! Vi prego


Poesie, poesie di fronte al mare!

Non è il pensiero, è di piu

È l’allegria sufficiente a lasciarlo svanire.

Non il risultato , di piú!

Nell’errore, nell’amore, nel piccolo, la totalità.



***


Raccontami come vivi, come stai morendo



Raccontami come vivi;

Dimmi con semplicità come passi le tue giornate,

I tuoi odii lentissimi, le tue allegrie,

El le onde confuse che ti portano sperduto

Tra la schiuma cangiante di un bianco imprevisto.


Raccontami come vivi

Vieni a me, faccia a faccia;

Dimmi le tue menzogne (sono peggiori le mie),

I tuoi risentimenti (che sono anche i miei),

E questo stupido orgoglio (posso capirti).


Raccontami come muori

Nulla di te è un segreto:

La nausea del vuoto (o il piacere, fa lo stesso);

La pazzia imprevista di qualche istante vivo

La speranza che cava testardamente il vuoto.


Raccontami come muori,

Come rinunci - saggio -,

Come - frivolo - brilli da vero fuggitivo,

Come finisci in nulla

E mi insegni, é ben chiaro, a restare tranquillo.



***