Wednesday, September 28, 2016





Credo in Deum patrem omnipotentem
Et in Christum Iesum, filium Dei.
Qui natus de Spiritu Sancto ex María Virgine
Et crucifixus sub Pontio Pilato et mortuus est et sepultus,
Et resurrexit die tertia vivus a mortuis,
Et ascendit in caelis,
Et sedit ad dexteram patris,
Venturus iudicare vivos et mortuos
Et in Spiritum Sanctum et sanctam ecclesiam,
Et carnis resurrectionem.

Thursday, September 15, 2016

Un apunte sobre la esencia de la religión a partir de la esencia del cristianismo

Un apunte sobre la esencia de la religión a partir de la esencia del cristianismo: Si se pregunta a bocajarro en qué consiste el cristianismo (como a los rabinos célebres de la Mishná les preguntó un curioso por la esencia de la Torá, pero exigiendo que la respuesta no durara más que el tiempo en que él fuera capaz de sostenerse a la pata coja), habrá que decir: Consiste en …

Tuesday, July 05, 2016

Orazione

È un'orazione anche questo incresparsi
Di albe , di piume, di panni stesi
Di nebbia,
Ogni tuo respiro,
L'estinzione dei versanti,
Il rovescio di pioggia
Sul bosco stremato
E il disperdersi del ricordo
Di tutti questi doni.

genseki

Madre della gloria



Omelia per la dormizione della Vergine Maria

Oggi entra nelle sublimi regioni, oggi si presenta nel tempio celestiale l'unica Vergine santa, colei che con tanto sforzo coltivó la verginitá che giunse a posssederla nello stesso grado che il fuoco piú puro, posto che, mentre tutte le donne la perdono nel dare alla luce, Ella restó vergine prima del parto, durante il parto e dopo il parto.

Oggi l'arca viva consacrata al Dio vivente, Colei che portó in seno il suo proprio Artefice, riposa nel tempio del Signore, tempio non edificato da mani umane.

Danza Davide suo antenato e avo di Dio e con lui formano un coro gli angeli, applaudono gli arcangeli, celebrano le virtú, esultano i principati, si dilettano le dominazioni, si rallegrano le potestá, fanno festa i troni, i cherubini cantano lodi e annunciano la sua gloria i serafini. E non è un onore di poca importanza, posto che glorificano la madre della gloria.

Oggi la santissima colomba, l'anima semplice e innocente consacrata allo Spirito Santo, uscí volando dall'arca, ovver dal corpo che aveva generato Dio e gli aveva dato la vita, per riposare ai suoi piedi, essendo giunta al mondo intellegibile fissó la sua sede nella terra dell'ereditá suprema, quella terra in cui non si trova nessuna impuritá.

Oggi il Cielo si apre al Paradiso spirituale del nuovo Adamo nel quale siamo liberati dalla condanna, in cui è piantato l'albero della vita, coperta la nostra nuditá. Ormai non ci mancano gli abiti, non siamo privati dello splendore dell'immagine divina, non siamo spogliati della copiosa grazia dello Spirito. Ormai non ci lamentiamo piú della nuditá antica, dicendo: mi hanno tolto la tunica, come potró ponermela? Nel primo Paradiso fu aperta l'entrata al serpente, mentre noi, per aver ambito la falsa divinitá che ci prometteva, fummo comparati al bestiame. Il Figlio Unigenito di Dio stesso, che è Dio consustanziale al Padre, si fece uomo originandosi da questa terra purissima che è la Vergine. In questo modo, io che sono solo uomo, ho ricevuto la divinitá, mortale fui rivestito di immortalitá e mi spogliai della tunica di pelle. Rifiutando la corruzione mi sono rivestito di incorrutibilitá, grazia alla divinizzazione che ho ricevuto.

Oggi la Vergine Inmacolata, che non ha conosciuto nessuna delle colpe terrene, ma si è nutrita dei pensieri celestiali, non è tornata alla terra, siccome Ella era un cielo vivente, si trova nei tabernacoli celestiali. Infatti, chi peccherebbe contro la veritá chiamandola cielo? Almeno si puó dire, se si comprende bene quello he signica, che è superiore ai cieli per i uoi incomparabili privilegi. Posto che Colui che produsse e conserva i cieli, l'Artefice di tutte le cose create – tanto delle terrene come delle celestiali, che cadono o no nel nostro spazio visuale, - Colui che non è contenuto in nessun luogo, si incarnó e si fece bambino in Lei senza opera d'uomo, e la trasformó nel bellissimo tabernacolo di questa unica divinitá che contiene tutte le cose, totalmente raccolto in Maria senza soffrire nessuna passione, e allo stesso tempo stando completamente fuori, perché non puó essere contenuto.

Oggi la Vergine, tesoro della vita, abisso della grazia – non saprei come esprimermi con le mie labbra audaci e tremanti – ci viene nascosta da una morte vivificante. Ella che ha generato il distruttore della morte, la vede giungere senza timore, se morte chiamar si puó questa partenza luminosa, piena di vita e di santitá. Colei che ha dato la vita al mondo, come puó sottomettersi alla morte? Ella, peró ha obbedito alla legge imposta dal Signore e, come figlia di Adamo, soffre a sentaza pronunciata contro il adre. Suo Figlio, che è la Vita stessa, non la ha rifiutata, e quindi è giusto che lo stesso accada alla Madre del Dio vivo.
Avendo Dio detto, in relazione al primo uomo: che egli non allunghi la mano all'albero della vita e, mangiando di esso, viva per sempre. Perché non dovrá vivere eternamente colei che generó colui che è la Vita eterna e infinita, quella Vita che non ebbe inizio né fine?
(…) Se il corpo santo e incorruttibile che Dio, in Lei, aveva unito alla sua persona, è resuscitato dal sepolcro il terzo giorno, è giusto che Ella pure fosse sottratta al sepolcro e riunita con suo Figlio. Ê giusto che proprio come Lui era disceso verso di Lei, Ella fosse elevata a un tabernacolo piú alto e prezioso, il cielo stesso.

Conveniva che Colei cha aveva albergato nel suo seno il Verbo di Dio, fosse collocata nelle divine dimore di suo Figlio; cosí come il Signore disse che desiderava stare in compagnia di coloro che appartenevano al Padre, conveniva anche che la Madre abitasse nel palazzo del Figlio, nella dimora del Signre, negli atri della casa del nostro Dio. Dato che se ivi si trova l'abitazione di tutti quelli che vivono in allegria, dove dovrebbe trovarsi chi è la Causa della nostra allegria?

Conveniva che il corpo di colei che aveva conservato la verginitá senza macchia nel parto, fosse conservato dopo la morte.

Conveniva che colei che aveva tenutio in grembo il creatore fattosi bambino abitasse nei tabernacoli divini.

Conveniva che la Sposa eletta dal Padre, vivesse nelle dimore del Cielo.

Conveniva che Colei che contempló suo Figlio sulla Croce, e ebbe il cuore trafitto dal pugnale del dolore che non aveva provato nel parto, lo contemplasse seduto alla destra del Padre.

Conveniva, infine, che la Madre di Dio possedesse tutto quello che il Figlio possedeva e fosse onorata da tutte le creature.

Giovanni Damasceno
trad genseki



Thursday, June 30, 2016

Julián Marias

Hay que intentar, si se quiere comprender una filosofía, situarse dentro de ella, de tal manera que al exponerla nos parezca justificada. No es menester —y sería un profundo error— tratar de mostrar la deficiencia o falsedad de una doctrina sin tratar primero de entenderla. Hay que hacer el intento de justificarla, de presentarla desde dentro, no para después salirse de ella y refutarla —palabra antipática si las hay—, sino más bien para seguir dentro de ella y, al intentar tomarla en serio y pensarla a fondo, ver si efectivamente nos lleva a alguna parte o si tropezamos con alguna dificultad que nos obliga a ir más allá.

Julián Marías

Ju



Thursday, June 23, 2016

Aleksandr Solzhenitsyn





Ho trascorso tutta la mia vita sotto un regime comunista, e vi diró  che una societá senza alcuna scala legale oggettiva è una realtá terribile. Ma una societá senza nessun'altra scala che quella legale non è neppure degna dell'uomo.

Aleksandr Solzhenitsyn

Wednesday, June 22, 2016

Cristeros


Marx






Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile  divenne oggetto di scambio, di traffico, e poteva essere alienato; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate – virtù, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. – tutto divenne commercio. È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà, morale e fisica, divenuta valore venale, viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore".

Marx 
Miseria della filosofia 

*

Posto che noi avessimo prodotto come uomini: ognuno di noi avrebbe doppiamente affermato nella propria produzione sé stesso e l'altro. Io avrei 1) oggettivato la mia individualità, la sua peculiarità nella mia produzione e quindi avrei già goduto di un estrinsecarsi individuale di vita nel corso dell'attività, sia nell'osservare l'oggetto avrei provato la gioia individuale di sapere la mia personalità come potenza concreta, sensibilmente contemplabile e quindi elevata sopra tutti i dubbi. 2) nel tuo godimento e nel tuo uso del mio prodotto avrei immediatamente il godimento sia della coscienza di aver soddisfatto nel mio lavoro un bisogno umano, sia di avere oggettivato l'essere umano, e quindi di avere procurato al bisogno d'un altro essere umano l'oggetto ad esso corrispondente, 3) di essere stato per te il mediatore tra te e la specie e quindi di essere saputo e sentito da te stesso come un'integrazione del tuo proprio essere e come una parte necessaria di te stesso, e quindi di sapermi confermato tanto nel tuo pensiero quanto nel tuo amore, 4) di aver creato nella mia estrinsecazione individuale di vita immediatamente la tua estrinsecazione di vita, e quindi di avere confermato e realizzato nella mia attività individuale la mia vera essenza, il mio essere umano e il mio essere comunitario. Le nostre produzioni sarebbero altrettanti specchi nei quali si rifletterebbe luminosamente il nostro essere.

Marx 
Appunti su James Mill

Tuesday, June 14, 2016

Ratzinger

In a 1969 German radio broadcast, Father Joseph Ratzinger said :
Let us, therefore, be cautious in our prognostications. What St. Augustine said is still true : man is an abyss ; what will rise out of these depths, no one can see in advance. And whoever believes that the Church is not only determined by the abyss that is man, but reaches down into the greater, infinite abyss that is God, will be the first to hesitate with his predictions, for this naïve desire to know for sure could only be the announcement of his own historical ineptitude.
If today we are scarcely able any longer to become aware of God, that is because we find it so easy to evade ourselves, to flee from the depths of our being by means of the narcotic of some pleasure or other. Thus our own interior depths remain closed to us.
From the crisis of today the Church of tomorrow will emerge — a Church that has lost much. She will become small and will have to start afresh more or less from the beginning. She will no longer be able to inhabit many of the edifices she built in prosperity. As the number of her adherents diminishes, so it will lose many of her social privileges.
It will be seen much more as a voluntary society, entered only by free decision. As a small society, it will make much bigger demands on the initiative of her individual members.
Undoubtedly it will discover new forms of ministry and will ordain to the priesthood approved Christians who pursue some profession. In many smaller congregations or in self-contained social groups, pastoral care will normally be provided in this fashion.
Along-side this, the full-time ministry of the priesthood will be indispensable as formerly.
But in all of the changes at which one might guess, the Church will find her essence afresh and with full conviction in that which was always at her center : faith in the triune God, in Jesus Christ, the Son of God made man, in the presence of the Spirit until the end of the world.
In faith and prayer she will again recognize the sacraments as the worship of God and not as a subject for liturgical scholarship.
The Church will be a more spiritual Church, not presuming upon a political mandate, flirting as little with the Left as with the Right.
It will be hard going for the Church, for the process of crystallization and clarification will cost her much valuable energy. It will make her poor and cause her to become the Church of the meek.
When the trial of this sifting is past, a great power will flow from a more spiritualized and simplified Church.
Men in a totally planned world will find themselves unspeakably lonely. If they have completely lost sight of God, they will feel the whole horror of their poverty. Then they will discover the little flock of believers as something wholly new. They will discover it as a hope that is meant for them, an answer for which they have always been searching in secret.
And so it seems certain to me that the Church is facing very hard times. The real crisis has scarcely begun. We will have to count on terrific upheavals.
But I am equally certain about what will remain at the end : not the Church of the political cult, which is dead already, but the Church of faith. It may well no longer be the dominant social power to the extent that she was until recently ; but it will enjoy a fresh blossoming and be seen as man’s home, where he will find life and hope beyond death.