lunedì, dicembre 19, 2022

Charles Reznikoff

Trad Pietro


***


Era ormai giorno


Era quasi giorno ornai quando ella partorì

Stesa sulla trapunta

Che lui le aveva preparato,

Lui prese il bebé con il braccio sinistro

E uscí dalla stanza,

Ella poté udire gli schizzi d’acqua.

Cuando rientró

Lei chiese dove stava il piccolino.

Lui rispose 2Fuori - nell’acqua.


Poi riavvivó il fuoco

Tornó con un mucchio di legna

E con il bambino,

Buttó il bambino morto nel fuoco.

“Non lo fare Giovanni, non lo fare” - disse lai.

Lui non rispose

Soltano si volta verso di lei e sorrise.


Testimonianza



***


Era un uomo sposato


Era un uomo sposato di più di quarant’anni

Quando lei venne a lavorare per lui:

Doveva avere quindici anni,

Appena uscita dall’orfanotrofio.


Dormiva in un angolo della cucina

E la prima cosa che faceva di mattina

Era accendere la stufa.

D’estate accendeva la cucina del giardino

A tre metri da casa,

D’estate.


Il resto della famiglia non si era ancora alzato

Lui si sedeva dietro di lei

E lei si piegava per accendere un fiammifero;

Mentre si risollevava

Lui la prendeva per la gonna.


La aiutava sempre;

La abrasiva e la baciava

Fino che in lei comincia

Ad accendersi l’affetto


Testimonianza n 58


***


8 


Il vento ci soffia in faccia la pioggia

Mentre scendiamo dalla collina

Su latinee ossidate e vecchi quotidiani

Passiamo davanti all’albero ai cui rami spogli

I ragazzi hanno infitto anelli di ferro,

Per giungere finalmente ai lombrichi schiacciato

Che vanno stirandosi sull’umido sentiero.



***



9



Sul versante

Nel sole del mattino

Ritti e chiari gli steli d’ogni erba

Caminando verso a metropolitana

Questa mattina

Il vento ci getta manate

Di petali bianchi

Dall’albero fiorito del burrone

Cosí come di coriandoli,

Chiari per,

È il festival della primavera.


Jerusalem (The Golden)





venerdì, dicembre 16, 2022

Il Cacciatore



Nella mia mente passeggia un cacciatore

Che avanza inquieto allo spuntar del giorno,

Salta il suo cane allegro, fiuta, corre

Tra rovi e arbusti

Egli, peró, non vede la campagna, nulla fiuta;

Non sa nulla dell’alba, non sa nulla,

Di quella luce pra, zaffarano,

Neppure che sta respirando il marzo,

Va camminando tesi, attento, solo

Al volo raso che alza la pernice

Poi volge al borgo al cader del giorno

Con il bottino alla bandoliera

Di prede colte lungo la giornata

Una giornata intensa, tante ore

Che anelo furon e ora son fatica.

Nella mia mente va. E giunge ormai

Lo vedo aprire l’uscio della casa

Entra confuso - con lo schioppo in spalla -

Nell’oscura atmosfera che vi regna.


Eloy Sanchez Rosillo

Trad Pietro





giovedì, dicembre 01, 2022

Una problematica della forma poetica è stata per me sempre connessa a quella più strettamente musicale, e non ho mai in realtà scisso le due discipline."
Amelia Rosselli

Giiordano Bruno


**

E chi mi impenna, e chi mi scalda il core? 

Chi non mi fa temer fortuna o morte? 

Chi le catene ruppe e quelle porte, 

Onde rari son sciolti ed escon fore? 

L'etadi, gli anni, i mesi, i giorni e l'ore, 

Figlie ed armi del tempo, e quella corte, 

A cui né ferro, né diamante è forte, 

Assicurato m'han dal suo furore. 

Quindi l'ale sicure a l'aria porgo, 

Nè temo intoppo di cristallo o vetro; 

Ma fendo i cieli e a l'infinito m'ergo. 

E mentre dal mio globo agli altri sorgo, 

E per l'eterio campo oltre penetro, 

Quel ch'altri lungi vede, lascio al tergo.


Opere italiane, G., I, 91. 79 

Michel de Certeau


La faiblesse de croire

La veritá religiosa non si può capitalizzare.La si può solo condividere. Essa condivide. Cosí la pratica comunitaria consiste nel fare insieme questa veritá e nello scommettere sull’atto di credere. Chi pensa poter restare separato dai suoi fratelli senza allo stesso tempo essere separato da Dio, o che crede poter possedere i suoi fratelli senza trasformare Dio in un idolo, sbaglia e cessa di essere religioso.


Trad. genseki


Hugo Mújica

Poesie


Tad genseki


Alba



Quieto


Come chi non si muove

Perché il sangue non filtri

Dalla bocca,


Quieto,


Come un uccello 

Ferito

Nel palmo della mano


Senza chiudere la mano


Esiste una fede assoluta:


Una fede senza speranza.



***


Ci sono cani que muoiono della morte dei loro padroni


Certi cani

Muoiono della morte dei loro padroni


Corpi che non fanno l’amore,

Fanno paura


Che non si agitano,

Tremano.


In certi uomini 

Muore Dio

Come una goccia di ceralacca

Sul petto 

Di un torso di marmo,


Sono quelli che piangono quando credono

Di parlare,

O gridano nel sonno, ma giunta l’alba,

Si dimenticano del grido

Con cui incendiarono la notte.


In certi uomini geme dio

Per non incontrare un uomo dove morire di carne,


Ma non piange come chi piange

Solo

Piange come chi piange con un bambino in braccio.


**


Appena pochi giorni fa



Appena pochi giorni fa morí mio padre,

Da tanto poco.


Cadde senza peso,

Come le palpebre quando giunge

La notte o una foglia

Quando il vento non strappa, culla.


Oggi non è come altre piogge

Oggi piove per la prima volta

Sul marmo della sua tomba.


Sotto ogni pioggia

Potrei giacere io, ora lo so,

Ora che sono morto in un altro.



**


A notte avanzata non dormo


Da lontano un tramonti

Ove l’autunno

È un luogo nel mio petto,

Cominciano a illuminarsi le finestre,


La mia nostalgia

Di stare dove so molto bene che entrando

Ritornerei fuori.


Dolgono gli occhi per sognare tanto lontano

La fronte per pensare

L’impensabile di tanta vita

Che non ho abbracciato

Tanti debiti di ció che non è nato.


Si vanno spegnendo le luci,

Ê la soglia tra una notte e l’altra

La fragile vicinanza

Di paura e speranza.


L’ultimo giorno potrebbe essere questo che finisce,

Questa notte

In cui sto scrivendo


Uguale, ma senza nuova assenza

Per continuare a sperare.



**



Fino alla fine


Vidi un cane nero morto

Sulla via

Schiacciato in mezzo alla strada, macchiato

Dalla neve.


Vidi la vita, proprio li,

E vi era solo questo: l’alibi

Dell’innocente: pagare tutto.


Percepii la vita nella neve e mi vidi morire

Come un animale che resiste

Fino all’ultimo

Fino al desiderio di essere finito,


Fino al gemito finale,

Quello che chiede il perdono per ogni crimine altrui:

Quello che perdona dio.



**


Un pezzo di fame, un bicchiere d’acqua


Fedele all’umano,


Alle dimensioni di ciò che le braccia

Cullano,

Allla festa

Di ció che le mani contengono,


Alla silenziosa speranza

Che consiste in non chiudere le labbra,


Fedele a un bicchiere d’acqua

E al pezzo di fame

Che un altro corpo ci porta,


Fedele sorso a sorso, fame a fame.


Fedele al pudore di un cenno soltanto

Soltanto all’abisso

Dell’Altro

Quando il silenzio 

Tace nella pelle che ci separa.


Fedele al limite di morire uomo,

Di acera abbracciato quel vuoto

Che colma l’abbraccio stesso.



**


L’aperto



Quieta cade la pioggia

Sgorga l’aperto.


Piove, piove sull’attesa,

Cadere è il sentiero della pioggia

E il sentire è la sua meta.


Bisogna osare l’aperto e la caduta

Il deserto della sete

Non la sete del deserto.


**




Nel mezzo della notte


Anche nel mezzo della notte

La neve si scioglie bianca


E cade la pioggia

Senza perdere la sua trasparenza.


Ê lei, la notte,

Che ci libera dai riflessi,


Che ci dilata le pupille.


Il cieco col suo bastone

Cerca la luce, non il cammino.