Wednesday, February 21, 2007

Sarà più bella

Sará piú bella Genova
Quando non ci sarò
Genova di latte, marina
Bagnata di luce sottile
Che piove sul grigio dei tetti
Genova di pietre antiche
Di fiori a cascata dai muri
Di pietre che stillano amore
Di pietre che covano il dolore
Sará piú bella Genova ancora
Sará davvere Genova ai miei occhi
Se non potranno vederla
Svegliarsi nei nodi dei ponti
Di ferro e cemento
Salati
Nel tepore dei fiati
Nello sporco dei treni
Pendolari
Genova nel mio abbandono
Nel mio lasciare doloroso
Di certo non potró rivederla
E questo la rende perfetta
Che esista senza la mia vista
Che resti
Senza di me la stessa.

genseki

20/02/07

Wednesday, February 14, 2007

Islam zen



Yarir Ibn 'AbdAllah al-Bayili raccontò:

Eravamo seduti con il Profeta quando questi guardò verso la luna, ed era a quattordicesima notte del mese, notte di luna piena e disse:

- Vedrete il Vostro Signore direttamente, come ora state vedendo questa luna, senza che nulla turbi la Visione -.

Posted by Picasa

Monday, February 12, 2007

Posted by Picasa

Nainuema

Canto della creazione Huitoto
Non esisteva nient'altro
Solo un fantasma esisteva
Il Padre toccó una chimera, afferrò qualcosa di misterioso
Non esisteva nulla. Con un sogno il padre Nainuema
Trattenne quell'immagine e cominció a pensarla
Non c'era nemmeno un palo per legarla; con un filo immaginario del suo fiato
La legó.
Fu alla ricerca del fondamento della pura chimera.
Ma laggiú non c'era proprio niente.

“Eppure, qualcosa la sto allacciando!”.

E non c'era niente.
Continuó la sua ricerca il Padre,
A tentoni cercó la base di quella cosa il suo posto vuoto e fittizio.
Avvolse il vuoto con il filo sognato. Un filo di fumo.
Gli appiccicó una gomma magica,
Con un altro sogno magico lo legó.

Afferró il fondo illusorio e lo calpestó molte volte.
Si sedette su terra piana per livellarla.
Possedeva la terra chimerica,
Su di essa sputó la sua saliva,
E germinarono le acque.
Seduto su questa terra immaginaria
le distese sopra il cielo; azzurro e bianco.
Piú tardi raccontó tutto
Nel suo mondo sotterraneo,
Perchè noi potessimo raccontarlo quassù, sulla terra.

Poi sulla terra nacquero alberi selvatici
E la palma Canaguche ci diede frutti perché avessimo da bere.
Nell'acqua del Padre crebbero alberi e rampicanti.
Egli, da solo, creò la cicala,
Le scimmie che mangiano gli alberi
La scimmia del mais che apre i frutti,
Il tapiro che mangia i frutti sul suolo,
I grandi cinghiali, che divorano il bosco,
Creó tutti gli animali, come il cervo
I formichieri grandi e quelli piccoli.
Le aquile nel cielo e i pappagall
L'ararà rosso e la pernice con gli altri uccelli,
Il pavone e l'avvoltoio
Insomma creó gli uccelli
E persino le rane
Le grandi e le piccole.

La vespa ci taglió la coda
Prima ce l'avevamo
La taglió prima alla rana
E poi agli uomini
E quando si stancó di tagliare
Quelli che rimasero ritornarono scimmie
Anche se prima erano stati uomini.

A cura di genseki

*

Il Sognatore

Il Sognatore sogna
Sempre anche se stesso
Si sogna nel suo sogno
Si sogna come una parte
necessaria -
Del suo sogno
Non ci potrebbe essere
Nemmeno il sogno
Se il Sognatore
No si sognasse:
Nel sogno c`è anche un filo di fumo
Lontano
Perfettamente verticale
Sullo sfondo del cielo grigio
Su una pianura
Un altopiano? -
Di erica e rovo
Nel silenzio
Il fumo è l'anello
Che unisce il Sognatore
E il sognato
C'è odore di potassio
Intorno
E alcuni sassi bianchi
Taglienti
Il sognato no conosce
Il Sognatore
Ma può coincidere con Lui
In questo istante di unione
Supremo
Poco prima che il sorgere della Luna
Bagni di azzuro
Tutto la spazio
Contenuto nel circolo della percezione
Il sognato pronuncia questa frase:

“Videtur mihi sicut in somnio esse”

E finisce per fondersi
Con chi lo sta sognando

La brezza fredda
Un filo di vento gelido
Paralizza le lucertole
Nere
Sulle pietre umide di Luna

*

genseki

Wednesday, February 07, 2007

Tutte le giornate di Minne Midons


Quelle che seguono sono le poesie d'amore per Minne Midons. Sono un po' claudicanti nel ritmo e troppo vegetali. Ma sono calde come le mani di Minne Midons, e mi da gioia copiarle e rileggerle, scorrendole col movimento leggero del cursore.
Sono state scritte in spagnolo e quella che segue è una traduzione affrettata, il che peggiora ancora lievemente le cose.

genseki

Sulla Vetta

Sulla vetta d'amore
Il vento ci schiaffeggia
Come la neve
Che copre ossa adorate
Sulla vetta d'amore
I gabbiani hanno artigli
Di falco
Con cui ferirci
Finché le nostre grida
Portate via dal vento
Si fondano in un solo battito
Sulla vetta d'amore.

*

Ogni anno

Ogni anno
Si stacca
Una foglia d'argento
Dall'albero dell'Anima
Ogni anno
Vi sboccia
Fior di fiamma
Ogni anno
Matura
Un frutto di luce
Fino a che l'anima
Si disciolga in Rosa
Brillando
A riva
Del fiume del tempo.

*

Quanto più t'amo
Meno ti conosco
Se ti guardo con gli occhi dell'amore
Quasi non ti vedo
Mi avvicino
Con il cuore che batte
Ti allontani
Con corpo di nebbia
Tu che sei carne e latte
Tiepido fiume
Sono il freddo
L'Altro
Che ogni giorno
Ti cerca
La dove solo resta
La traccia del tuo corpo.

*

Amarci é abbandonare
Tutti i giorni
La nostra cara terra solatia
Il deserto interiore
Coi suoi venti
I palmizi bruciati
Amarci é abbandonare
La terra solitaria
Nostra patria
E i suoi monti
I suoi pozzi profondi
Come occhi di falco
Per vivere tra il vento
E gli spruzzi
Dell'onda

Due
Uno.

*

Forse che il muschioNon ama
Le lacrime di resina del pino?
O il fiume
La sua riva?
E la pioggia le rocce
Che ferisce
Di freddi baci
Lungo lenti secoli?
Ci amiamo
Come la natura insegna
Con silenzio
Con crepe
Con dolore
E riposo.

*

AdessoIn Autunno
Ci accorgiamo
Che non abbiamo corpo
Ma qualche cosa di piú
Di un corpo
Qualcosa d'altro
Che sono i nostri corpi
Uniti
Cercandosi
Piú il corpo invisibile
Dell'Amore
Che li unisce
Che li spinge
A cercarsi.
Come l'autunno
Non è solo una stagione
Ma il cercarsi
Degli ultimi fiori
Nei primi frutti.

*

Quante cose
Bisogna imparare
Quando si vive insieme:
Dove stanno i nostri occhi
Di chi sono quelle palpebre
Se il piede disperso
Tra le lenzuola
È il mio o è il tuo
Chi deve vederci al buio
Chi deve proteggersi gli occhi
Dai radianti
Lampi
Del sole
Siamo uno per l'altro
Albero e terra nutrice
Abbiamo radice e foglie
Negli stessi medesimi cuori.

*

Amare é specchio
Amando siamo acqua
Che riflette
L'azzurro
Il grigio del cielo
E voli e nubi
E il movimento degli aghi
Dei pini
Sotto la brezza
E trascina il ricordo
Di tutti i riflessi
In mulinelli d'argento
E spruzzi
Fino al mare
Dove si fonde
In quell'amore
Che di tutti fa
Uno.

*

Nell'Antico EgittoSi metteva uno scarabeo
Al posto dei cuori
Per ragioni religiose
Che mi sfuggono
I nostro vecchi cuori
Gli abbiamo scambiati
Con due scarabei cardiaci
D'eternitá d'amore
Nella pagina vuota
Che precedeva queste parole
Se en poteva vedere uno
Disegnato di mano
Di Midons.

*

Nella foresta d'Amore
Fitte crescono le male piante
Di menzogna, invidia ed orgoglio
Se insieme le tagliamo
Faremo un gran deserto
Terra
E cielo
Soli e nudi
Duri
E nel mezzo
Tra essi
I tuoi occhi
I miei occhi
Che si guardano.
Un giardino
Di acque profonde.

*

Questa poesia fu scritta in occasione del viaggio di Minne Midons a Brusela.

Se te ne vai al Nord
È nel mio Sud
Che la pioggia trascina
Le sue melanconiche ragnatele
Di dolce solitudine
Tenerezza obliata.
Nel Brabante
Il sole accarezza vecchie pietre
Verdi
Il muschio si muta
Nel solare lichene
Le foglie gialle in sabbia
Sulla riva del mar
Delle scintille.

*

Ci stancano, a volte,
I giorni che ci battono,
Son come il vento
I giorni
Come la pioggia;
Come la terra
Sono le nostre anime
Ci spoglia il tempo
Ci lavano le ore
Ci prosciugano
Ci fanno rinsecchire
Come alberi
Nell'estremo autunno
Ah! Le nostre anime
Che i giorni perseguono
D'amore
Del lucido amore
Dell'amore rovente
Che ferisce
Ferisce
E ci fa vivere.

*

Non ci mancheranno giorniCelesti di luce
Di mar diamantino
Di muschi dorati
Li avremo ancora
I giorni dei castelli
Dei bianchi padiglioni
Dei nostalgici boschi
E un giorno ancora:
Tremiti di colomba
Profumi verdi
E di foglie autunnali
Insetti come gioielli
In un raggio di sole
Il nostro abbraccio
Sará un tappeto d'erbe.

*

Mare d'AutunnoGiace in abbandono
Nella sua tomba di verde cristallo
La spuma traccia
Effimeri disegni
Sopra gli schermi
Di luce spezzata
Nello specchio dei tuoi occhi
Volano liberi
Gabbiani in fiamme.

*

Nella forestaDi frutta
Crescono banane lunari
Mele del peccato amare
Kaki di dorata polpa
I Kiwi sono testuggini
Le pere bottiglie di liquori bianchi
Arance
Limoni
Son astri
Son stelle
Bagnati di succhi
Fragranti
Noi, nudi, nuotiamo
Nel mar della frutta
Polposa
Cristalli di luce e di acqua
Le onde di fronde verdastre
Si rompono in sabbie
Di zucchero
Son baci conchiglie rosate
L'amore è un sogno
Più giallo.

*

Non c'è vuotoSe ti attendo
Solo un battito di rosso
Tra nuvole e sale
Il nostro cuore d'arancio
Si cela di verde in verde
Dammi la mano
Amara è la vita
Il nostro abbraccio
Un albero.

*

Saranno frutti
Le anime nostre
Di dolce polpa
Di noce amara
Di dorato sangue
Sarnno frutti
Le anime nostre
Rotondi
Macchiati di rame
Vellutati
Con foglie verdi
Como diamanti organici
Saranno frutti
La nostre anime
Sui rami
D'argento
Dell'albero
D'Amore.

*

genseki