Sunday, December 27, 2015

+ B A R T O L O M E O
PER GRAZIA DI DIO ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI
NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA, MISERICORDIA E PACE DA CRISTO SALVATORE
NATO A BETLEMME


Fratelli e Figli amati nel Signore,


La dolcezza della Santa Notte di Natale avvolge ancora una volta il mondo. E nel mezzo delle pene e delle sofferenze dell’umanità, della crisi e delle crisi, delle passioni e delle inimicizie, delle insicurezze e delle delusioni prevale con lo stesso fascino di sempre, reale e attuale come mai, il mistero della incarnazione di Dio, che ci spinge a “imparare la giustizia, noi abitanti della terra” (Is. 26,9), poiché “per noi oggi è nato un Salvatore” (Lc. 2,11).

Purtroppo, tuttavia, nella nostra epoca molti uomini pensano come quell’uccisore di bambini, Erode, quell’ignobile e spietato,  e annientano il loro prossimo in svariati modi. La mente distorta dal proprio egocentrismo  del dominatore di tale mondo, che viene personificata nel volto omicida di Erode, ha visto paradossalmente un pericolo per la propria esistenza, la nascita di un bambino innocente. E come modo più opportuno per proteggere il proprio potere mondano dal pericolo che gli ispirava – dal suo punto di vista – la nascita del bambino, ha scelto di annientarlo.

Per salvarsi dalle intenzioni omicide, il Bambino Gesù, di cui ne hanno parlato gli Angeli, fu obbligato a fuggire in Egitto, costituendo così, diremmo secondo la terminologia della nostra epoca, “un rifugiato politico”, unitamente a Maria, Sua Madre, la Santissima Madre di Dio e a Giuseppe suo sposo.

Nella nostra epoca, considerata come un’epoca di progresso, molti bambini sono costretti a diventare profughi, seguendo i propri genitori, per salvare la propria vita, vita che i loro molteplici nemici guardano con sospetto. Tale fatto costituisce una ignominia per il genere umano.

Perciò anche durante la Nascita del Bambino Gesù, il nostro vero redentore e Salvatore, dal Santissimo Trono Ecumenico, Apostolico e Patriarcale proclamiamo, che tutte le società devono assicurare una crescita serena dei bambini e rispettare il loro diritto alla vita, alla educazione  e alla loro crescita sociale, che può essere loro assicurata dalla alimentazione e dalla istruzione nell’ambito della famiglia tradizionale, con base i principi dell’amore, della filantropia, della pace, della solidarietà, beni che il Signore incarnato ci offre .

Il Salvatore che è nato, chiama tutti ad accogliere questo messaggio di salvezza degli uomini. E’ vero che lungo la storia dell’uomo, i popoli hanno effettuato molte migrazioni ed insediamenti. Speravamo tuttavia che dopo le due guerre mondiali  e le dichiarazioni sulla pace di leader ecclesiastici e politici e di organismi, le società odierne avessero potuto assicurare la convivenza pacifica degli uomini nei propri paesi. I fatti purtroppo deludono la speranza, in quanto grandi masse di esseri umani, difronte alla minaccia del loro annientamento, sono obbligati a prendere la via della migrazione.

Tale situazione creatasi, con l’onda continuamente crescente dei profughi, accresce la nostra responsabilità, quanti abbiamo ancora la benedizione di vivere in pace e con qualche comodità, a non restare insensibili davanti al dramma giornaliero di miglia di nostri fratelli, ma ad esprimere loro la nostra tangibile solidarietà e amore, con la certezza che ogni beneficenza verso di loro, giunge al volto del Figlio di Dio che è nato ed ha preso carne, il Quale non è venuto al mondo come un re, o come un dominatore, o come un potente, o come un ricco, ma è stato generato come un bimbo ignudo ed inerme, in una piccola stalla, senza un focolare, così come vivono in questo momento migliaia di nostri fratelli, ed è stato obbligato nei primi anni della Sua vita terrena a espatriare in una terra lontana, per salvarsi dall’odio di Erode. Potremmo dire, che la terra ed il mare bevono il sangue innocente dei bambini dei profughi di oggi, mente la anima insicura di Erode “ha ricevuto il giudizio”.

Questo divino fanciullo nato e portato in Egitto, è il reale difensore dei profughi di oggi, dei perseguitati dagli Erode di oggi. Egli,  il Bambino Gesù, il nostro Dio, “si  è fatto debole con i deboli” (1 Cor. 9,22), simile a noi, ai privi di forza, agli umiliati, a coloro che sono in pericolo, ai profughi. L’assistenza ed il nostro aiuto verso i perseguitati ed i nostri fratelli deportati, indipendentemente dalla razza, stirpe e religione, saranno per il Signore che nasce, doni assai più preziosi dei doni dei magi, tesori più onorabili “dell’oro, dell’incenso e della mirra” (Mt. 2,11), ricchezza spirituale inalienabile e unica, che non si rovinerà per quanti secoli passeranno, ma ci attenderà nel regno dei Cieli.

Offriamo dunque ciascuno di noi, quanto possiamo al Signore, che vediamo nel volto dei nostri fratelli profughi. Offriamo al piccolo Cristo partorito oggi a Betlemme, questi venerabili doni dell’amore, del sacrificio, della filantropia, imitando la sua benevolenza, e prosterniamoci a Lui con gli Angeli, i magi ed i semplici pastori, gridando “gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra  agli uomini che egli ama” (Lc. 2,14), assieme a tutti i Santi.

La grazia e la copiosa misericordia del profugo Bambino Gesù, siano con tutti voi!

Natale 2015
Il Patriarca di Costantinopoli
Fervente intercessore presso Dio per tutti voi.

Friday, December 25, 2015

Valaquenta

"Per arroganza, dallo splendore decadde al disprezzo di tutte le cose salvo se stesso, spirito funesto ed impietoso. Trasformò l'intellezione in sottigliezza pervertendo alla propria volontà quanto poteva servirgli, fino a che divenne un bugiardo privo di qualsiasi vergogna. Cominciò con il desiderio della Luce, ma quando non riuscì a possederla esclusivamente per sé, calò, tra fuoco e ira, dentro un grande incendio, giù nell'Oscurità."



Tuesday, December 15, 2015

Luigi Nono

Luigi Nono



«La relazione al silenzio, in Nono, è esemplare. È relazione all’infinito, all’impensabile, all’insuperabile. Tanto audace, arrischiata è la sua ricerca. Far parlare questo silenzio. Far tacere questo silenzio. Significa abolire i limiti, significa la voragine di un’interrogazione. Far parlare il silenzio attraverso il silenzio; far tacere il silenzio, appena reso udibile, attraverso l’insondabile silenzio dove tutte le domande rimangono sepolte. La più decisiva domanda: nella quale nascita e morte si affrontano senza fine: il nulla dà esistenza alla nascita e la ritira ad un tempo. L’al di là – sempre il vuoto, il Nulla» (Edmond Jabès, Ricordo – in AAVV. Nono, Edt, 1987).

Conférence de Luigi Nono, 1983

Luigi Nono: Contrappunto dialettico alla mente (1968) (trasmissione RAI ...

Luigi Nono - La Lontananza Nostalgica Utopica Futura

Saturday, December 12, 2015

Solzhenitsyn

… We turned our backs upon the Spirit and embrace all that is material with excessive and unwarranted zeal. This new way of thinking, which has imposed upon us its guidance, did not admit the existence of intrinsic evil in man nor did it see any higher task than the attainment of happiness on earth. It based modern Western civilization on the dangerous trend to worship man and his material needs… Merely freedom does not in the least solve all the problems of human life and it even adds a number of new ones.”

Solzhenitsyn

Thursday, December 10, 2015

Hildegard von Bingen


Ego summa et ignea vis,
quae omnes viventes scintillas accendi,
et nulla mortalia efflavi,
sed illa diiudico ut sunt,
circu[m]euntem circulum
cum superioribus pennis meis,
idem [id est] cum sapientia circumvolans,
recte ipsum ordinavi.
Sed et ego ignea vita substantiae divinitatis
super pulchritudinem agrorum flammo,
et in aquis luceo,
atque in sole, luna et stellis ardeo,
et cum aereo vento quadam invisibili vita,
quae cuncta sustinet, vitaliter omnia suscito.
Integra namque vita sum,
quae de lapidibus abscissa non est,
et de ramis non fronduit,
et de virili vi non radicavit,
sed omne vitale de me radicatum est.
Rationalitas enim radix est, sonans vero verbum in ipsa floret.
Unde cum Deus rationalis sit …
[Liber Divinorum Operum (The Book of Divine Works), I.I.2]