mercoledì, settembre 20, 2006

Sulla materia e il linguaggio


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Non ha l’ottimo artista alcun concetto,
Ch’un marmo solo in sé non circoscriva
Col suo soverchio, e solo a quello arriva
La man che ubbidisce all’intelletto.

Michelangelo.

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Qual è il soverchio del linguaggio posto che esso sia la materia del verso?

· Si potrebbe forse vedere l’attività poetica come quella che libera il Senso della parola eliminando uno per uno tutti i significati e tutti i sensi che la parola ha nel suo essere in potenza così come nel suo realizzarsi come atto linguistico comunicativo.

· forse sono proprio il senso e la comunicazione, qualunque siano le relazioni che li legano a dover essere intesi come il soverchio michelangiolesco?

· Allora, si dovrebbe cercare di indagare cosa sia ciò che nella parola il senso e la comunicazione velano e forse velando rivelano, almeno talvolta, a qualcuno.

· Indubbiamente la parola rende possibile il senso e la comunicazione.

· Comunicando e significando, tuttavia, essa pare dimenticarsi o assottigliarsi e svanire.

· Il comunicare, il significare, che non sono in alcun modo coincidenti, sono il modo di darsi della parola.

· Essa dandosi si vela, si fa senso, cioè altro da quello che è in sé, comunicazione, cioè nulla di sé.

· Nella comunicazione la parola si svuota assolutamente del suo essere parola.

· Nel significato la parola copre di un velo il suo essere parola, di un velo che pare impenetrabile.

· Ma non ci sarebbe né senso né comunicazione se non ci fosse parola.

· E non ci sarebbe parola se non ci fosse il senso, se non ci fosse la comunicazione.

· In questo modo la parola è essenzialmente l’atto di velarsi e di annullarsi della parola medesima.

· Oppure nella forma dell’interrogazione?

· Qual è il rapporto tra il verso e la domanda?

· Il verso è una domanda che presuppone nel suo fondamento più intimo l’assenza di ogni eventuale risposta.

· Se la risposta appartenesse, come pare, al dominio della comunicazione, al dominio del senso.

· Il senso è la risposta alla parola che si da nella forma di una interrogazione?

· L’interrogazione è l’unica forma possibile di comunicazione, qui la risposta è implicita nella domanda. Vi è comunicazione quando per ogni domanda è implicita una risposta.

· L’interrogazione che parte dall’impossibilità essenziale della risposta è la poesia.

· La possibilità di questa interrogazione è la parola.

· Così il fare poetico consiste, infine, nel liberare l’interrogazione dalla possibilità della risposta.

· La risposta è il soverchio del linguaggio.

genseki



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