Wednesday, October 01, 2014

Leopoldo Maria Panero

LV

Da "Mi mala lengua"

Il verziere arato dal vento
La rosa che cade sulla carta
La rosa amata dal pianto
L'amata immobile del poema
La rosa nelle tenebre del pianto
Del pianto senza nient'altro
La rosa che ama il pianto
E la lacrima che misura il poema
La rosa celeste della sera
In cui sta morendo
E muore sulla sera
E muore sul mio cranio
Immensamente
"I poesci shakespeariani bocchegiano in spiaggia"
Lo disse Yeats
Inondando il cervo con la schiuma atroce del verme
Con la vergogna di restare vivo

*

XXXVI

L'unica rivoluzione che esiste è la follia
Che Lacan chiamava "Sovversione del soggetto"
E Freud è un peto sulla pagina
Sempre bianca, che sempre ricomincia, come il mare
Come l'oceano in vano della vita
Come un serpente sulla carta
Come il ventaglio di Lady Windermer
Che si muove sul nulla
O dominio del nulla e del vento
Che scuote lievemente le pagine del poema
E le trasforma in vento e in nulla
Perché l'unico dominio è quello della carta

XXXIV

La vita è una rosa immonda
Offerta al limite del nulla
Il nulla che mi attende alla fine del poema
Come un regalo per l'immondo
Come puó essere cosí immensa la mia rovina
Che nessun poeta misura il mio scarto?
Non c'è misura per la desolazione
E neppure per il silenzio atroce della vita
Che zittisce  i versi e azzanni il poema.

Trad genseki

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